È la poeta che dimora sul ciglio del mondo, nella solitaria officina interiore della sua amare/zza modulata in canto. È nella sua lentissima arte di scegliere i corpi delle parole ritmandoli al vuoto e allo scocco del suono.
Annalisa Ballarini torna dopo anni a esporre la sua tavola acustica, la sua poesia escatologica, dove gli spartiti delle stelle sono leggibili e suonano. Essere poeticamente nel cuore grandinato consapevole dell’orchestra in atto.
anna maria farabbi
curatrice della collana arca







